SE LA MONTAGNA NON VIENE A MAOMETTO, MAOMETTO VA ALLA MONTAGNA

Cari amici,

in occasione della prossima e certa uscita di gare con basi d'asta "stellari", propongo la costituzione di un raggruppamento di 100 PMI, interessate a partecipare come mandatarie. Se la media dei ricavi delle aziende del costituendo "Consorzio Stabile" fosse pari a 2,5mln€, avremmo la possibilità di costruire una nuova entità con una dimensione di fatturato di 250mln€, che andrebbe ad occupare la quarta posizione tra le aziende italiane del settore IT. Se facciamo due conti, di fronte ad una base d'asta di 250mln€, dimensione che ormai sembra molto di moda, ciascuno potrebbe, in una ipotesi di suddivisione capitaria, prima del ribasso, candidarsi ad ottenere 2,5mln€ di ricavi, che mi sembra una cifra lontana anni luce dalle aspirazioni medie di ciascuno. Ma sopra tutto potremmo contribuire a spezzare il circuito vizioso attuale, uscendo dalla attuale condizione di pària per proiettarci come nuovo soggetto imprenditoriale del Paese. Faremmo noi il progetto, mettendo insieme una forza intellettuale grandiosa, e non saremmo sottoposti alla vessazione che ci deriva dall'esserci noi stessi "condannati" a operare in sub appalto.

In questa vita altre opzioni non sono possibili.

Se siete interessati fatevi sentire.

Massimo di Virgilio

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Commento da massimo di virgilio su 8 Luglio 2015 a 17:26

Splendida aggiunta Attilio! adesso sì che mi piaci. Ci serve assolutamente il tuo contributo.

Commento da elisabetta zuanelli su 8 Luglio 2015 a 10:18

E' bello suscitare emozioni compartecipi ma ancor meglio provarci.

Non solo mi associo a Massimo anche sul fronte gestionale e di coordinamento ma ritengo utilissimo il confronto informativo tra le possibili candidate al raggruppamento.

Vorrei segnalare che nel mondo lo R&D dei grandi contesti industriali funziona per piccoli gruppi. E, dunque, perché non noi nel concreto. Vediamo di scoprire chi siamo nelle visioni pratiche (scusate l'ossimoro) di gara e offerta così capiremo se non possiamo crescere perché non abbiamo le competenze o perché il mercato attuale non lo consente.

Commento da elisabetta zuanelli su 7 Luglio 2015 a 18:03

La sfida va raccolta. Due considerazioni. Le cosiddette medie e grandi imprese non hanno sviluppato nel tempo servizi digitali innovativi degni della qualifica. La ragione è semplice. La qualità e l'R&D costano e i grandi player non sviluppano di norma in Italia. Le piccole imprese invece possono, paradossalmente.Piattaforme di servizi e recenti digitalizzazioni nel pubblico sono a dir poco sconfortanti.

Una seconda considerazione gioca a favore delle grandi imprese e consiste nell'impreparazione informatica della committenza che si riverbera nelle gare e consente il rilascio di soluzioni di bassa qualità. Credo che la sfida si possa affrontare con uno screening tipologico di competenze da parte degli interessati e una buona gestione del raggruppamento.

Commento da massimo di virgilio su 7 Luglio 2015 a 17:18

Non credo che bisogna aver paura di mettere insieme molte teste; l'importante è mettere insieme quelle giuste. Dalle numerosissime mail entusiaste che ho ricevuto derivo l'energia per continuare a spingere nella direzione proposta. Sicuramente non sfugge ad alcuno quanto complessa sia la componente organizzativa, ma da informatici non ci mancano certo gli strumenti per progettare l'impianto in forma adeguata. Il primo passo che propongo è una verifica comparata tra Consorzio Stabile e Reti di Imprese.

Commento da Mauro Talà su 30 Giugno 2015 a 17:34

L'idea è corretta. Forse 100 aziende da 2,5 milioni però la rendono ingestibile, perché stiamo parlando di entità da 20-25 persone, troppo disorganizzate rispetto alle complessità richieste. Inoltre la governabilità di un'entità così poliforme sarebbe problematica, pensiamo solo alle problematiche derivanti dal mettere d'accordo così tante teste per di più avvezze a giocare su tavoli di altra natura. Altro sarebbe invece mettere insieme 20-25 entità nell'intorno dei 10 M€: altra governabilità, entità già più strutturate, il modello potrebbe davvero funzionare. In tal caso potremmo starci anche noi.

Commento da fabrizio giacomelli su 30 Giugno 2015 a 15:44

Vero, è un limite delle nostre PMI, ma sta a noi, in particolare CDTI, 'educarci ed educarle' al fine di superarlo. Far parte di un gruppo di 100 aziende darebbe una forza fantastica ad una piccola, sia in termine delle gare, sia come aumento delle potenzialità/capacità di vendita e di internazionalizzazione, sarebbe una 'rete virtuosa'. Inoltre potrebbe permettere di conoscere altre imprese e altri 'padroncini' con i quali fondersi. 

Commento da fabrizio giacomelli su 30 Giugno 2015 a 14:57

Mi pare un'ottima idea. 100 nostre pmi messe insieme (consorzio o contratto di rete o altra forma normativamente valida per partecipare alle gare) hanno un know-how a mio avviso certamente maggiore delle potenziali competitor 'pari dimensione'. Per rispondere ad Attilio, abbiamo progettisti esperti verticali per qualsiasi opera pubblica in ambito ICT e relative estensioni/applicazioni.

Serve un'ottima capacità di gestione e coordinamento, ma anche questa mi pare non manchi affatto dentro il CDTI.

Noi quindi ci siamo e potremmo coinvolgere anche altre aziende romane ICT molto innovative e ancora non iscritte al CDTI: questa sarebbe anche una buona motivazione per 'incorporarle'.

Saluti e buon lavoro a tutti

Fabrizio Giacomelli

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